Un modo consapevole di lavorare
Per il Gruppo Chiarli 1860, la sostenibilità non è un traguardo ma un percorso che si costruisce nel tempo, con attenzione, competenza e rispetto per il territorio. Ogni vigneto, ogni vendemmia e ogni cantina richiedono soluzioni specifiche: non esistono modelli precostituiti, ma un equilibrio continuo tra qualità, innovazione e responsabilità ambientale.
Sostenibilità in equilibrio
Nei nostri vigneti questo impegno si traduce in una gestione mirata: lotta integrata, portainnesti selezionati per la resilienza alla siccità e strumenti di agricoltura 4.0 che permettono di monitorare clima e risorse idriche in tempo reale. In alcune aree sono attive vere e proprie “palestre” di viticoltura biologica, dove vengono sperimentate pratiche sostenibili su scala controllata, con l’obiettivo di ridurre l’impatto e aumentare la vitalità del suolo e delle viti.
Impegno misurabile
Nella sede storica di Modena, Chiarli prosegue il proprio impegno attraverso continui investimenti in tecnologia, efficienza energetica e sicurezza alimentare. Gli ultimi ammodernamenti hanno migliorato le performance produttive e ridotto l’impronta ambientale, mentre la certificazione IFS Higher Level conferma il rispetto dei più alti standard internazionali di qualità.
Nel 2024, tutto il Gruppo ha avviato il percorso per la certificazione Equalitas — il principale riferimento per la sostenibilità nel settore vitivinicolo italiano. Nel 2026, la qualifica è stata ottenuta, a conclusione di una valutazione integrata che abbraccia ambiente, etica ed economia sostenibile. I risultati sono raccolti nel primo Bilancio di Sostenibilità del Gruppo, oggi disponibile qui.
La misurazione ha permesso di identificare con precisione le principali fonti di impatto lungo la filiera — dal packaging alle materie prime, dalla logistica ai fornitori. È il punto di partenza di un percorso strutturato verso obiettivi di riduzione concreti e condivisi.
Un legame con Modena che va oltre la produzione
Chiarli è parte di Modena da oltre 160 anni. Un legame che non si esaurisce nella storia, né si limita alle mura dello stabilimento: si esprime nel rapporto quotidiano con il territorio, con le persone che ci lavorano e con la comunità che lo abita.
La dimensione sociale è uno dei pilastri della certificazione Equalitas, e per Chiarli non è un requisito formale: è una prospettiva con cui l’azienda guarda al proprio ruolo nella città. In questa direzione, il Gruppo sta esplorando il contributo che può dare alla qualità degli spazi urbani — attraverso la valorizzazione del verde e la cura dell’ambiente costruito nelle aree in cui è presente. Un impegno ancora in divenire, ma coerente con una visione di lungo periodo: restare parte viva di Modena, non solo produttori di Lambrusco.