Oltre 165 anni di vino, visione e famiglia.

La storia di Chiarli non è solo una sequenza di date e traguardi. È un intreccio di persone, intuizioni e legame profondo con la terra. Dal 1860, ogni generazione ha lasciato la sua impronta – custodendo la tradizione e facendo sempre un passo avanti. Oggi Chiarli è ancora un’azienda a conduzione familiare. La sede del gruppo si trova nella storica cantina di via Manin, dove vengono prodotti i vini Chiarli Modena con uve provenienti da relazioni consolidate con viticoltori e cooperative locali.

Nel 2000 è stato compiuto un passo decisivo per valorizzare la qualità delle uve dei vigneti di proprietà: è stata costruita una cantina aziendale nella Tenuta Cialdini a Castelvetro di Modena. Nello stesso anno è iniziata la produzione di Lambrusco a marchio Cleto Chiarli, dedicato esclusivamente al mondo della ristorazione ed enoteche. Dieci anni dopo, una sperimentazione coraggiosa con il metodo classico ha portato alla nascita di Quinto Passo Metodo Classico – l’espressione più alta del nostro Sorbara.

Storie che si intrecciano.

La storia del Lambrusco, e del vino più in generale, corre in parallelo con quella della famiglia Chiarli. Due percorsi distinti che nel tempo si sfiorano spesso.
In questa timeline trovi alcuni dei passaggi più significativi di entrambe le storie. A sinistra gli eventi legati al mondo del vino e del Lambrusco. A destra quelli che riguardano la famiglia e l’azienda Chiarli.

La storia del vino

1567

Apre a Modena la prima fornace vetraria che dà origine ad una importantissima produzione di vetri soffiati.

1583

Redazione primo Parrocchiale di San Cesario sul Panaro.

1652

Sir Kenelm Digby inventa la English Bottle che consentirà la spumantizzazione dei vini in bottiglia.

1789

Antoine-Laurent de Lavoisier scopre i meccanismi della fermentazione vinosa.

La storia del vino

La famiglia Chiarli

1840-1867

Vengono definite le diverse varietà di Lambrusco.

1860 – Apertura della Trattoria dell’Artigliere, Modena

Prima di diventare vignaiolo, Cleto Chiarli si trasferisce con la moglie Lucia e i figli a Modena, dove apre una trattoria con camere e bottega nel centro storico. Qui il suo Lambrusco, prodotto nell’adiacente cantina, conquista rapidamente l’apprezzamento locale.

1860 - Apertura della cantina nella “Trattoria de l’Artigliere”

Assieme alla Trattoria, Cleto ottiene l’autorizzazione ufficiale per costruire una cantina a servizio della trattoria, così da rispondere alle crescenti richieste dei suoi vini. È l’inizio di Chiarli come produttore e della storia moderna del Lambrusco.

1860 – Introduzione del Tappo a Fungo

Per conservare al meglio la vivacità del Lambrusco, Cleto introduce il tappo a fungo, una novità assoluta per i tempi che anticipa lo spirito spumeggiante del vino modenese.

1880–1885 – Anselmo Chiarli, seconda generazione

Con Anselmo, figlio di Cleto, l’azienda cresce e si struttura. È il periodo in cui la famiglia inizia a collaborare con le prime Cantine Sociali della provincia, contribuendo al tessuto vitivinicolo del territorio.

1885 – Prime esportazioni del Lambrusco Chiarli

Il Lambrusco Chiarli varca i confini italiani, accompagnando gli emigranti modenesi e italiani nel mondo. Il vino diventa simbolo dell’Emilia anche all’estero.

1888 – Apertura della cantina in Via Poletti

Per far fronte alla crescente domanda, Chiarli costruisce una nuova cantina, più ampia, in Via Poletti: un passaggio che segna l’espansione e la modernizzazione dell’azienda.

1895 - 1910

Federico Martinotti e Eugène Charmat perfezionano la spumantizzazione del vino in serbatoi a tenuta di pressione.

1898 – Acquisizione di Villa Cialdini

La famiglia Chiarli acquisisce Villa Cialdini, storica residenza del Generale Enrico Cialdini – figura centrale del Risorgimento italiano – e i suoi terreni, ponendo le basi di una delle tenute più rappresentative del Grasparossa di Castelvetro e del futuro progetto Cleto Chiarli Tenute Agricole.

La storia del vino

La famiglia Chiarli

1900 – Le prime macchine per la legatura del tappo

L’azienda si dota di tecnologie d’avanguardia per l’epoca, introducendo le prime macchine per la legatura dei tappi: nasce una produzione più moderna e sicura.

1900 – "Mention Honorable" all’Esposizione Universale di Parigi e la produzione sorpassa 100.000 bottiglie.

Chiarli viene premiata all’Expo di Parigi e la produzione annua supera le 100.000 bottiglie: un traguardo eccezionale per l’epoca, soprattutto per un vino delicato come il Lambrusco.

1924 – Apertura della nuova cantina in Via Manin

A Modena, in Via Manin, viene inaugurato un nuovo stabilimento all’avanguardia, destinato a rimanere sede e cuore produttivo dell’azienda per generazioni.

1944 – Bombardamento della cantina Chiarli

Durante la Seconda Guerra Mondiale, la cantina di Via Manin subisce gravi danni a causa dei bombardamenti e alcuni giovani dipendenti partiti per il fronte non hanno fatto ritorno: un momento drammatico nella storia dell’azienda.

1947 – Ricostruzione della cantina di Via Manin

Nel dopoguerra, lo stabilimento viene ricostruito e ammodernato, segnando una rinascita importante per Chiarli e per la città di Modena.

1946 – Giovanni e Giorgio Chiarli, terza generazione

Nel dopoguerra, i fratelli Giovanni e Giorgio rilanciano l’azienda con coraggio e visione, portando avanti la tradizione di famiglia e aprendo la strada ai grandi numeri del boom economico.

1952 – Prime autoclavi in Emilia-Romagna

Chiarli è la prima azienda a introdurre le autoclavi in regione, adottando il Metodo Charmat per produrre vini frizzanti in modo controllato, con risultati di qualità superiore.

1963

Nasce il sistema di classificazione delle Denominazioni di Origine Controllata.

1970

Le varietà Lambrusco Sorbara, Grasparossa e Salamino ottengono la Denominazioni di Origine Controllata.

1970 – Inizio dello studio sulla selezione massale

Inizia il lavoro di recupero e selezione dei cloni storici del Sorbara e del Grasparossa, per preservare l’identità e la qualità autentica del Lambrusco.

1972 – Nuovi impianti con sistema GDC

Si adottano i moderni sistemi di allevamento a GDC (Geneva Double Curtain), che garantiscono uve più sane e maturazioni più equilibrate nei vigneti emiliani.

1968–1975 – Mauro e Anselmo Chiarli

Con la quarta generazione in azienda, si apre una fase di rinnovamento: viene avviata la selezione massale delle varietà di Lambrusco e si introducono nuove tecniche di gestione dei vigneti.

1980 – Lancio del Vecchia Modena Brut

Durante il Congresso Nazionale Assoenologi, viene presentato Vecchia Modena, un Lambrusco Sorbara Brut dallo stile raffinato e moderno, simbolo di un nuovo corso per il Lambrusco di qualità.

La storia del vino

La famiglia Chiarli

2000–2017 – Carlo e Tommaso Chiarli

La quinta generazione porta avanti il sogno di famiglia: nascono Cleto Chiarli Tenute Agricole e Quintopasso, progetti dedicati al territorio, all’eccellenza e all’innovazione.

2002 – Inaugurazione di Tenuta Cialdini, Castelvetro

La storica tenuta acquistata dalla famiglia Chiarli nel 1898 diventa sede di una nuova cantina dedicata alla produzione premium delle uve provenienti dalle tre tenute di proprietà. I vini vengono presentati con il nuovo marchio Cleto Chiarli, omaggio al fondatore.

2014 – Nasce Quintopasso Metodo Classico

Quintopasso debutta con il Rosé Brut, 100% Sorbara con lunga sosta sui lieviti: un Metodo Classico che dimostra quanto anche il Lambrusco possa essere nobile, elegante e sorprendente.

2025 – Apertura dell’Archivio Chiarli e della Galleria Chiarli

A Villa Cialdini apre la Galleria Chiarli, nuovo spazio espositivo che ospita una selezione curata dello storico Archivio Chiarli, riconosciuto di rilevanza storica nazionale.